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Dolci Regali perche non c’è 2 senza 3

 

Il primo libro della collana dell’MTC è uscito per il periodo natalizio dello scorso anno. Oggi a distanza di un anno, esce il terzo libro di questa collana.

Questa volta, un libro che parla di dolci, ma non di dolci comuni, bensi di “Dolci Regali”. Un  libro che prende spunto dalla sfida sul Babà, che si allarga e ci fa conoscere la  nascita e il
trionfo della pasticceria, intesa come arte autonoma.

“DolciRegali”racchiude le ricette di un’epoca, quella delle
grandi monarchie di questi anni, nelle cui cucine prese forma la
consapevolezza della nuova arte del pasticcere, grazie alla quale i dolci
diventarono ben presto il simbolo del potere che i monarchi assoluti
rappresentavano: ecco allora arrivare dolci gonfi,“cresciuti”, che nelle
loro forme alludono a tutte le manifestazioni del potere, sia quello
terreno (le corone deikugelhupf, dei babà, dei savarin, del
Ferdinandkrapfen, del kringel e così via), sia quello sovrannaturale (le
trecce che richiamano l’eternità e le forme a cupola, che alludono alla
potenza generatrice). “Regali”, significa  “dei re” anche se, a dire il vero, il libro racchiude anche
un’ampia sezione di dolci  poveri, come  krapfen, graffe, buchteln,  buns, torta delle rose e  molte altre ricette.

Insieme tutte queste ricette, ci sono creme, liquori, sciroppi e bagne, insomma tutto ciò che ci deve essee per presentare un Dolce Regale!

DOLCI REGALI
Collana “I libri dell’MTChallenge”
SAGEP Editori- Genova
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello


Acquistandouna copia di Dolci Regali, contribuirai alla creazione diborse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link:http://www.piazzadeimestieri.it/),un
progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica eche
si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, inuno
spazio che ricrea l’atmosfera di una vecchia piazza, con lebotteghe di
una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e,ovviamente,
anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispiradichiaratamente a
ricreare il clima delle piazze di una volta, dovepersone, arti e
mestieri si incontravano e, con un processo di osmosiculturale, si
trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: lacentralità del
progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovanoin questa Piazza un
punto di aggregazione che fonde i contenutieducativi con uno sguardo
positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio
dall’apprendimento al lavoro, dal modo diusare il proprio tempo libero
alla valorizzazione dei propri talentianche attraverso l’introduzione
all’arte, alla musica e al gusto.

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